Impianti Intensivi di Fruttiferi

Impianti Intensivi di Fruttiferi

Le piante da frutto trapiantate, sono messe a dimora nel nuovo ambiente con un apparato radicale ridotto, anche meno del 10% di quello originario presente in vivaio.
Spesso sono necessari anche dieci anni per ripristinare l’originario apparato radicale funzionale e assorbente, tenendo conto che circa il 75% della capacità di sopravvivenza di un albero è riposto nel suo sistema radicale. Le nuove radici non solo necessitano di spazio e di terra in abbondanza per svilupparsi in modo appropriato, ma devono trovare anche condizioni ottimali del suolo (ossigeno, temperatura adeguata, acqua disponibile, azoto solubile e minerali essenziali). Solitamente però il terreno, nella maggior parte dei siti costruiti dall’uomo, ha un bassissimo contenuto di sostanza organica disponibile; spesso il suolo è compattato, con valori di pH estremi, vi sono bassi livelli di fertilità, sono stati effettuati scavi profondi con affioramento di terreno asfittico, vi sono competizioni con essenze graminacee. Gli alberi, pertanto, devono avere le capacità di produrre nuove radici assorbenti funzionali. Le micorrize possono quindi aiutare la pianta nel suo sviluppo dopo un trapianto o in terreni sottoposti a intervento dell’uomo.